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Potrei considerare questa immagine la sintesi di una necessità espressiva ottenuta attraverso un’indagine conoscitiva sulle sorgenti luminose. Conoscere le sorgenti (bulbi) è stata l’unica via per comprendere quello che in futuro avrei considerato ovvio:  utilizzare per esprimermi il linguaggio della luce come utilizzavo i pastelli a cera !

In questo primo studio, realizzato con l’amico fotografo Michael, c’era la necessità di capire e confrontare  quale fosse il tipo di flusso emesso , la temperatura colore e la resa  di una  stessa sorgente luminosa posta nelle seguenti posizioni: parete, soffitto, terra, ecc. confrontate ad altre. Attraverso una ricostruzione di un  d’ambiente (K) abbiamo  fotografato da uno stesso punto di vista le varie tipologie di sorgenti luminose. Questo mi ha permesso di comprendere  il concetto non solo di “qualità della luce”  ma soprattutto della sua  ”temperatura di colore” (tecnicamente vedi: luce visibile, spettro luminoso ecc.) in funzione del suo posizionamento. Sicuramente dati i mezzi impiegati, la mole delle variabili in gioco, abbiamo fatto il massimo ma il valore di tutto ciò è stata la visualizzazione “fisica” attraverso la fotografia dei vari risultati. Spesso parliamo di luce ma realmente non conosciamo la differenza tra un tono e l’altro in una lampada alogena o in un fluorescente.

Di seguito alcune immagini fotografiche di tale esperienza , inclusa un’ambientazione di due “personemanichini” in uno stesso ambiente con diverse tipologie di sorgenti luminose.